02 giugno 2008

Democrazia a grappoli


La mattina dell’11 settembre, Naemah stava raccogliendo degli ortaggi per la cena quando la bomba - una cluster M85 di fabbricazione israeliana con un meccanismo di “auto-distruzione”, sepolta a soli 10 metri dalla porta di casa sua - le è esplosa sotto i piedi.
Naemah è stata portata di corsa al Centro medico di Sidon Labib, a due ore di macchina. I dottori le hanno amputato la gamba sinistra subito sotto il ginocchio, ma sono riusciti a salvare l’altra.
Dopo un mese, Naemah è ancora ricoverata; piccola e fragile nel suo letto bianco d’ospedale. Prende antidolorifici e antibiotici, ed è caduta in depressione, racconta il caporeparto, Shadi Hanouni. Le ferite sulla gamba sinistra si sono infettate, e le infermiere le cambiano le bende ogni cinque ore.


Fonte: Ecco cosa fa una bomba a grappolo “sicura” di Rebecca Murray
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A Dublino 111 nazioni hanno trovato un accordo per la messa al bando delle bombe a grappolo. Tra queste l'Italia. Il trattato verrà firmato a Oslo in dicembre. Le bombe a grappolo non servono a uccidere. Il loro scopo è mutilare. Si diffondono sul terreno a seguito di esplosioni o vengono, più gentilmente, recapitate con un piccolo paracadute. Hanno spesso colori sgargianti, come il giallo canarino, e forme gentili, come quelle di un giocattolo o di una lattina. Sono richiami irresistibili per i bambini.
Usa, Israele, Russia, Cina, India e Pakistan non hanno aderito. Gli Stati Uniti e la Russia sono sia produttori che distributori. Creano e distruggono, poi eventualmente ricostruiscono e vendono protesi. Un business dell'amputazione infantile.
Fonte: Bombe a grappolo extraterritoriali di Beppe Grillo

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